FCB

«E’ una necessità affermare qualcosa che distrugga tutto ciò che è stato affermato»

avanguardia-militante-teneglia31

Gavettoni di benzina e lancio di sigarette

Bang! Crash! Pow!

Lo scontro tra due corpi produce una generazione di bambini soldato con il cancro da uranio impoverito.
Roberta e Marco (rispettivamente due adolescenti delle porta accanto) sdraiati in posizioni oscene giocano a contrarre la SLA fumando l’erba sintetica dei campi da calcio dove piovono soldi, dove piovono spranghe, dove esplodono milze di carabiniere e dove sgoccioliamo noi come bava di cane,

noi.

Siamo vetri infranti al riflesso dell’immagine distorta del paese distorto che nella distorsione potrebbe rivoltare la finzione e fingersi realtà vomitando le divise arancione di Abu Grahib vendute su ebay per giochi sadomaso tra politici e schiave slave.

(come un dobermann bastonato a morte).

Cadendo da repliche esatte delle torri gemelle regalate a bambini deformi da babbi natale esplosivi in volo con slitte trainate da clandestini.
Mentre l’Italia si desertifica, mentre i ghiacci si sciolgono (non per il calore, si sciolgono perché ci odiano)
Noi che abbiamo sempre giocato a cercare Dio nelle figurine tossiche, a scappare dai nostri corpi prima di addormentarci per vedere il ghigno orrendo del mondo.

Si vive solo a vent’anni! Si esiste solo a vent’anni!

Noi come già detto cadiamo e ricapitolando siamo pezzi di vetro, esplosi, in caduta libera ma, vi tengo a ricordare che le schegge di vetro tagliano, come tenaglie, che tagliano.
E noi mentre cadiamo.
Noi tagliamo.



Qualcuno ha tagliato la roba con neologismi guasti. Snuf stridere di stantuffi.


Che me ne faccio delle parole vecchie=

ci vogliono neologismi, perché io voglio fare scoppiare tutto.

Pim Pam e non venite a dire questa non è poesia.

Iofacciocomecazzomipare.

E non venite a dire dov’è la tua metrica.
Nonmenefregauncazzo, le cose belle iniziano da zero, troppe mani sporcano, troppe mani infettano. Troppe mani smerdano (e che sia chiaro, non è volgarità, solo sostantivi, aggettivi=suoni)

Il punto è che Chioc schiocca, è una questione di-battito di lingua.

In gocce e compresse vendono pezzi di Cristo.
C’hanno messo le mani, l’hanno cambiato.
Loro.

Ma noi,
(noi)
in laboratori improvvisati nelle baracche dei Rom, con cuochi senegalesi e sciamani peruviani (attualmente clandestini per lo stato, manovali per il passante, schiavi per l’industriale)
[E se il passante si ferma come fa a passare? E se il passante apre gli occhi? Che ne sarà dell'industriale? Un solo fascio e poi lo brucerem! Canta qualcuno non si sa dove, non si sa quando toccandosi la testa rotta dai manganelli di poliziotti stroboscopici usciti da cocktail drogati in discoteche milanesi]

Fatto sta che noi distilliamo il figlio dell’uomo. Quello vero.

Perché la finzione ha una sua funzione, e allora guardami,
e allora fermati.

Lasciamoci cadere su scivolini gialli da aeroplani in fiamme e danzeremo e danza sui vetri rotti delle banche-rotte / allora ti guardo negli occhi e tutto è in pezzi tranne te e tranne il thé che stringi, tra i polsi.

Mentre al G20 discutono della mia colite spastica, con bocche di plastica, ma la rima è così fuori moda.
(Così demodè)

Se ti avessi qui probabilmente non chiederei altro.
Se ti avessi qui forse smetterei pure di vomitarmi addosso

E(p)pure l’amore… è così fuori moda mamenesbatto.

[Un' infantile onomatopea.]

BAM

Chiuso.

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