«E’ una necessità affermare qualcosa che distrugga tutto ciò che è stato affermato»

Gavettoni di benzina e lancio di sigarette
Bang! Crash! Pow!
Lo scontro tra due corpi produce una generazione di bambini soldato con il cancro da uranio impoverito.
Roberta e Marco (rispettivamente due adolescenti delle porta accanto) sdraiati in posizioni oscene giocano a contrarre la SLA fumando l’erba sintetica dei campi da calcio dove piovono soldi, dove piovono spranghe, dove esplodono milze di carabiniere e dove sgoccioliamo noi come bava di cane,
noi.
Siamo vetri infranti al riflesso dell’immagine distorta del paese distorto che nella distorsione potrebbe rivoltare la finzione e fingersi realtà vomitando le divise arancione di Abu Grahib vendute su ebay per giochi sadomaso tra politici e schiave slave.
(come un dobermann bastonato a morte).
Cadendo da repliche esatte delle torri gemelle regalate a bambini deformi da babbi natale esplosivi in volo con slitte trainate da clandestini.
Mentre l’Italia si desertifica, mentre i ghiacci si sciolgono (non per il calore, si sciolgono perché ci odiano)
Noi che abbiamo sempre giocato a cercare Dio nelle figurine tossiche, a scappare dai nostri corpi prima di addormentarci per vedere il ghigno orrendo del mondo.
Si vive solo a vent’anni! Si esiste solo a vent’anni!
Noi come già detto cadiamo e ricapitolando siamo pezzi di vetro, esplosi, in caduta libera ma, vi tengo a ricordare che le schegge di vetro tagliano, come tenaglie, che tagliano.
E noi mentre cadiamo.
Noi tagliamo.