MOW

MOONWATCHER

“All’impatto/la scia ci conduce/come comete”

jm

Ho capito.

Ho perso il conto dei giorni.
Eppure mi sembra di sentire il sapore di quella bistecca.
Ultimo, germe dei sensi.
Il problema è il cibo. Ci controllano con quello.

Ero incastrato a vedere l’Eterno Ritorno in tv.
In una storia ciclica, che non fa che ingoiarsi.
Lì ho capito. Di non capire che qui, non siamo uomini.
Non siamo bestie. Nemmeno siamo!

Qui scontiamo la condanna, la vita.
Il cibo è un parassita, che costruisce fibre nell’Essere.
Nidifica tra le sinapsi, inchiodando la mente al corpo.
E diventa pensare di vedere, sentire, decidere.

Diventa la cosa giusta.
Diventa bianco e nero.
Diventa un dio che ci salva.

E noi.
Maiali all’ingrasso di niente, deterioriamo il nostro tempo,
nella fatica di tentare -di essere-.

“Non mangerò più  niente” dissi illuminato, quando vedevo ancora carne
su questa mia scatola. E pensavo di decidere, allora.
Ed i respiri iniziavano ad essere così intensi da vedersi scorrere
tra le costole. Anche il battito era visibile.

-Il corpo è proiezione-

Ma anche l’aria era contaminata.
L’ho immaginato nell’ultimo vano tentivo di scegliere.
Lei ha scelto per me.
Fuggendo i miei polmoni,
con l’astuzia di chi sa


che il non essere,
non può Essere.

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