Abbiamo imparato dagli elefanti. Il futuro è solo una immensa rovina.

In questo periodo sfiorano la mente
mia pensieri di campagne,
cuori di capacità d’ettolitri
traboccanti vin vecchio,
e negli spasimi del libeccio
si aggrappa come un bambino
il desiderio di gioire
a costo di perdere la fibra
che trattiene la vita.
E’ il contorno che si sciupa delle cose,
la menomazione di corpi sfiatati,
le risa che echeggiano
negli sfarzi della pazzia,
dell’unica vera pazzia
l’autentica gioia
di amare e morire
non come macchine
ma come uomini
che cadranno cantando
Sandor Torvjollit